L'ergonomia,
secondo la I.E.A. (International Ergonomics Association), è quella
scienza che si occupa dell'interazione tra gli elementi di un sistema
(umani e d'altro tipo) e la funzione per cui vengono progettati (nonché
la teoria, i principi, i dati e i metodi che vengono applicati nella
progettazione), allo scopo di migliorare la soddisfazione dell'utente e
l'insieme delle prestazioni del sistema. In pratica è quella scienza che
si occupa dello studio dell'interazione tra individui e tecnologie.
La qualità del rapporto tra l'utente e il mezzo utilizzato è determinata dal livello di ergonomia. Il requisito più importante per determinare questo livello è la sicurezza, seguito dall'adattabilità, l'usabilità, il comfort, la gradevolezza, la comprensibilità, e così via.
Per valutare la qualità del rapporto tra una persona e la tecnologia utilizzata, gli ergonomi considerano il lavoro (attività) da svolgere e le richieste dell'utente, le attrezzature utilizzate (dimensioni, forma, disposizione), e le informazioni per il loro utilizzo. L'ergonomia si basa su molte discipline e scienze nello studio degli esseri umani e dei loro ambienti, tra cui antropometria, biomeccanica, ingegneria meccanica, bioingegneria, ingegneria industriale, design industriale, chinesiologia, fisiologia e psicologia.
Un oggetto non facilmente usabile oppure non sicuro sarà un oggetto di
utilizzo ostico, che implica grande sforzo cognitivo: esso sarà quindi
poco ergonomico. Fra i vari studi al fine di arrivare ad un'idonea
ergonomia, quello della chinetosfera è fra i più rilevanti, al fine di
calcolare gli spazi utili per la massima abilità dei movimenti
dell'utente.
Postazioni di lavoro ergonomiche forniscono un
supporto per gli ambienti ad alta intensità di lavoro. Al di fuori della
stessa disciplina, il termine ergonomia è generalmente usato per
riferirsi all'ergonomia fisica riferita al luogo di lavoro (come ad
esempio sedie ergonomiche e tastiere).
L'ergonomia sul posto di lavoro ha a che fare in gran parte con la sicurezza dei lavoratori, sia a lungo che a breve termine. Postazioni ergonomiche possono contribuire a ridurre i costi, migliorando la sicurezza, di conseguenza, questo ridurrebbe i soldi versati a titolo di risarcimento dei lavoratori. Attraverso l'ergonomia, i luoghi di lavoro possono essere progettati in modo che i lavoratori non debbano ricorrere a posture incongrue per il corpo, quindi l'industria potrebbe risparmiare miliardi di euro in risarcimento dei lavoratori.

Nei luoghi di lavoro si possono
seguire due approcci, uno reattivo o uno preventivo, in sede di
applicazione pratica dell'ergonomia. L'ergonomia reattiva è quando
qualcosa deve essere stabilito con azioni correttive. L'ergonomia
preventiva è il processo di ricerca di aree che potrebbero essere
migliorate e che individua i problemi prima che diventino problemi di
grandi dimensioni. Le problematiche possono essere preventivamente
risolte mediante progettazione di apparecchiature, di attività o
progettazione ambientale
La qualità del rapporto tra l'utente e il mezzo utilizzato è determinata dal livello di ergonomia. Il requisito più importante per determinare questo livello è la sicurezza, seguito dall'adattabilità, l'usabilità, il comfort, la gradevolezza, la comprensibilità, e così via.
Per valutare la qualità del rapporto tra una persona e la tecnologia utilizzata, gli ergonomi considerano il lavoro (attività) da svolgere e le richieste dell'utente, le attrezzature utilizzate (dimensioni, forma, disposizione), e le informazioni per il loro utilizzo. L'ergonomia si basa su molte discipline e scienze nello studio degli esseri umani e dei loro ambienti, tra cui antropometria, biomeccanica, ingegneria meccanica, bioingegneria, ingegneria industriale, design industriale, chinesiologia, fisiologia e psicologia.
Un oggetto non facilmente usabile oppure non sicuro sarà un oggetto di
utilizzo ostico, che implica grande sforzo cognitivo: esso sarà quindi
poco ergonomico. Fra i vari studi al fine di arrivare ad un'idonea
ergonomia, quello della chinetosfera è fra i più rilevanti, al fine di
calcolare gli spazi utili per la massima abilità dei movimenti
dell'utente.
Postazioni di lavoro ergonomiche forniscono un
supporto per gli ambienti ad alta intensità di lavoro. Al di fuori della
stessa disciplina, il termine ergonomia è generalmente usato per
riferirsi all'ergonomia fisica riferita al luogo di lavoro (come ad
esempio sedie ergonomiche e tastiere). L'ergonomia sul posto di lavoro ha a che fare in gran parte con la sicurezza dei lavoratori, sia a lungo che a breve termine. Postazioni ergonomiche possono contribuire a ridurre i costi, migliorando la sicurezza, di conseguenza, questo ridurrebbe i soldi versati a titolo di risarcimento dei lavoratori. Attraverso l'ergonomia, i luoghi di lavoro possono essere progettati in modo che i lavoratori non debbano ricorrere a posture incongrue per il corpo, quindi l'industria potrebbe risparmiare miliardi di euro in risarcimento dei lavoratori.

Nei luoghi di lavoro si possono
seguire due approcci, uno reattivo o uno preventivo, in sede di
applicazione pratica dell'ergonomia. L'ergonomia reattiva è quando
qualcosa deve essere stabilito con azioni correttive. L'ergonomia
preventiva è il processo di ricerca di aree che potrebbero essere
migliorate e che individua i problemi prima che diventino problemi di
grandi dimensioni. Le problematiche possono essere preventivamente
risolte mediante progettazione di apparecchiature, di attività o
progettazione ambientale


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